//Autosabotaggio o sfortuna? La trappola del masochismo psicologico

Autosabotaggio o sfortuna? La trappola del masochismo psicologico


autosabotaggio e masochimo psicologico. La foto ritrae persona che scivola su una buccia di banana

Autosabotarsi, farsi del male, indugiare in pensieri e comportamenti che privano della serenità e
generano malessere: sembrerebbe strano, ma è un’attitudine piuttosto diffusa e con mille
sfaccettature
. L’autosabotaggio e il masochismo psicologico sono parte integrante della vita psichica e pratica di tantissime persone, ma anche della nostra società.

Masochismo psicologico

Il tema del masochismo psicologico è molto ben raccontato nel libro di Vittorio Lingiardi, Farsi Male.
Variazioni sul masochismo.

Si caratterizza come una ricerca conscia – o più spesso inconscia – di sofferenza e di autosabotaggio. Si lega a emozioni negative quali il senso di colpa, la paura dell’incertezza, l’inadeguatezza, il
vittimismo.

Spesso la partita si gioca sul terreno delle relazioni amorose, quando si insiste in situazioni che
provocano sofferenza invece che serenità. Ma il masochismo psicologico si concretizza anche nel lavoro, nelle relazioni amicali, nello stile di vita, nel modo in cui ci si approccia a persone e situazioni.
Citando Lingiardi, “il più delle volte farsi male è una ripetizione, una variazione sul tema. Seguire la rotta del dispiacere, alla quale restiamo ancorati, incapaci di cambiare direzione. Attorno a un attaccamento traumatico costruiamo, col tempo, i nostri modelli di relazione”.

E in quali modi, nella pratica, si manifesta la tendenza al masochismo morale e psicologico?

  • Evitare esperienze piacevoli;
  • tuffarsi in situazioni che già in partenza sono destinate a fallire o rendere infelici;
  • non chiedere mai aiuto;
  • mettere sempre i bisogni degli altri davanti ai propri;
  • mancare di autostima;
  • infliggere al corpo comportamenti punitivi che possono portare a disturbi alimentari ecc.

Non sempre, però, è facile riconoscere un pattern di comportamento in questa forma di masochismo.
Anzi, chi è incline a farsi del male in questo modo tende a credere di essere sfortunata/o, o vittima di un destino ineluttabile.

Autosabotaggio: una delle forme del masochismo

Autosabotarsi è una delle forme in cui più di frequente si manifesta il masochismo psicologico. Senza rendersene conto, le persone attuano una serie di schemi di pensiero e di comportamento che inducono le loro iniziative al fallimento, o che impediscono tout court di intraprendere nuove iniziative.
Queste persone ritengono di essere sfortunate, provano frustrazione e rabbia, ma non riescono ad individuare la causa dei loro fallimenti ripetuti. Inoltre, questo schema, innesca la perdita progressiva di autostima e genera insicurezza, alimentando un circolo vizioso che può indurre stati depressivi.

Alcuni dei modi in cui si concretizza l’autosabotaggio sono:

  • evitare le situazioni divertenti o piacevoli;
  • non portare a termine o non iniziare nuovi progetti;
  • rifiutare il supporto e l’amicizia degli altri;
  • sacrificarsi per gli altri, anche quando non è necessario o non è richiesto;
  • scegliere situazioni fallimentari e foriere di malessere.

Perché farsi male e autosabotarsi sono comportamenti diffusi?

Il masochismo psicologico ha le sue radici profonde in ciò che il bambino impara sin dalla prima infanzia.
Traumi emotivi, manipolazioni, attaccamento insicuro scrivono una storia personale che potrebbe facilmente virare verso comportamenti auto-sabotanti. È così che la scarsa autostima, i sensi di colpa e il perfezionismo, ad esempio, possono portare a sviluppare una tendenza masochistica e autosabotante.

In alcuni casi meno frequenti, invece, bisogna individuare le cause in disturbi psicologici e patologie legati a personalità autodistruttive, nevrosi, manie di persecuzione.
Sul piano sociale assistiamo a fenomeni di autosabotaggio su larga scala, come l’adesione a ideali di bellezza irraggiungibili, l’abuso dei social, la perdita di fiducia nella democrazia e nella giustizia. In questo caso, le cause del fenomeno sono complesse e in larga parte connesse all’uso negativo dei media.

La psicoterapia può aiutare?

Sul piano individuale, la psicoterapia rappresenta una delle migliori forme di supporto per disinnescare convinzioni sbagliate e pattern di comportamento disfunzionali.
Nel caso dei comportamenti autosabotanti e masochistici, la psicoterapia aiuta il paziente in tre modi:

  • in primo luogo lo guida verso la consapevolezza del fatto che non è vittima di un destino
    avverso, ma che i fallimenti ripetuti nella sua vita sono frutto di determinati pattern e di scelte autosabotanti;
  • in secondo luogo consente di individuare le cause dei comportamenti autopunitivi: traumi
    infantili, stili di attaccamento, disturbi psicologici, carenza di autostima;
  • infine, insegna modalità per riformulare i pensieri e modificare le azioni, compiendo scelte più funzionali e orientate al benessere e alla realizzazione personale.

Per questo, le persone che affrontano un percorso di psicoterapia riescono a rileggere la propria storia personale con una consapevolezza emotiva profonda, modificando schemi di pensiero e di conseguenza azioni e comportamenti.

Questo articolo contiene informazioni generiche e non sostituisce il consulto di uno specialista.

Foto di Alexa da Pixabay