Perché di depressione maschile parliamo poco?
La depressione è una vera e propria patologia psichiatrica, estremamente diffusa, che rasenta un problema di salute pubblica. Ma quando parliamo di depressione, tendiamo a proiettare la patologia nel mondo femminile.
Eppure siamo ben al di là di sentimenti di tristezza, malinconia e lacrimosità che – culturalmente e a torto – attribuiamo alle donne. La depressione è caratterizzata anche da ansia, rabbia, perdita di volontà, psicosi: sintomi complessi di un disturbo che può colpire chiunque nel corso della propria vita.
La depressione nei maschi è ancora troppo sottodiagnosticata, vittima di vecchi tabù culturali. In questo articolo cerchiamo di approfondire meglio questo tema complesso.
La depressione è meno diffusa negli uomini che nelle donne?
Rispondere a questa domanda è estremamente difficile, perché spesso la depressione maschile sfugge alla diagnosi. Come mai?
In primis, perché ancora oggi gli uomini sono meno inclini a parlare dei propri disturbi psicologici.
Provare tristezza, essere deboli sono caratteristiche che la cultura diffusa non ritiene accettabili per i maschi. Quindi ai sintomi della depressione nel maschio segue spesso la vergogna, l’indisponibilità a parlarne e a manifestare il proprio malessere.
Come si esprime la depressione nei maschi?
I sintomi caratteristici della depressione maggiore sono apatia, abulia, tristezza, ansia, crisi di pianto, perdita di interesse nelle attività quotidiane. Sono emozioni che le pazienti donne manifestano e riferiscono frequentemente, essendo più in grado di riconoscerle e accettarle.
Ma, non essendo queste emozioni culturalmente attribuibili agli uomini, la depressione nei maschi viene “nascosta” e “repressa” nelle sue forme più caratteristiche. Perciò può esprimersi con sintomi non specifici, come rabbia o aggressività, culturalmente più accettabili per il maschile e quindi, spesso, sottovalutata dal punto di vista clinico, salvo eccessi estremi.
Tuttavia arrivare a una diagnosi di depressione è fondamentale, poiché questa grave patologia è anche una delle cause più diffuse di suicidio, abuso di alcol e di sostanze stupefacenti.
Gli uomini vivono la depressione post-partum?
La depressione post-partum, come definizione clinica, è una condizione delle neo-mamme, legata ai drastici cambiamenti ormonali, nello stile di vita, nel ruolo sociale, nelle aspettative, nel carico di lavoro ecc.
Sebbene non si possa parlare di depressione post-partum, però, anche i neopapà vivono di frequente stati depressivi.
L’esperienza della genitorialità, per l’uomo diventa concreta e tangibile solo alla nascita del bambino. In questo momento, l’attenzione della partner è completamente concentrata sul neonato. Quasi sempre, la vita sessuale subisce una decisa battuta d’arresto.
Il papà si ritrova ad affrontare una situazione nuova, scomoda, in cui si sente messo da parte, ma non può esprimere il proprio malessere, perché è tenuto a mettere in primo piano i bisogni della partner e del bambino in questa fase delicatissima che segue il parto.
Queste difficoltà possono sfociare in depressione nel neo-genitore. Riconoscere i sintomi, parlarne senza tabù, richiedere il supporto di un professionista fa la differenza nel percorso verso la guarigione e il benessere.
Questo articolo contiene informazioni generiche e non sostituisce il parere di uno specialista.










