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Ortoressia, diet culture e salute mentale


Articolo su ortoressia: l'immagine mostra una persona magra con jeans molto grandi

La parola ortoressia indica una patologia che spinge a cercare solo ed esclusivamente cibo ritenuto sano, con restrizioni rigidissime e controllo maniacale sull’alimentazione. Il termine è stato coniato dal dott. Steven Bratman, medico statunitense.

Oggi l’ortoressia trova un terreno fertile nella diet culture.

Che cos’è la diet culture?

La diet culture è una cultura diffusa che associa alla magrezza e al fitness un valore sociale e morale, spesso inducendo a ritenere che una persona magra valga più di una persona in sovrappeso, perché più disciplinata.

Pochi giorni fa, a settembre 2026, un famoso rapper italiano si è vantato di entrare in una taglia 38 da donna, aggiungendo che chi non rispetta questi standard è “schiavo” dei carboidrati.

Nel frattempo, dopo la moda che voleva il corpo femminile fit e ipertonico, con muscoli molto sviluppati, sta tornando in auge la moda della magrezza estrema: un trend che pensavamo di aver lasciato definitivamente alle spalle tra gli anni ‘90 e gli anni 2000.

Sul web è estremamente facile trovare consigli nutrizionali infondati che demonizzano i carboidrati e che propongono stili alimentari estremamente rigidi e restrittivi. 

Questa diet culture fa presa su ampie fette della popolazione che scambiano trend e titoli click baiting per consigli di salute. Il limite tra l’attenzione a un’alimentazione sana e il controllo ortoressico talvolta è sottile.

Come distinguere l’ortoressia patologica dall’attenzione a una buona alimentazione?

In primo luogo, bisogna attenersi alle evidenze scientifiche. Una buona alimentazione è varia, equilibrata, non demonizza nessun alimento, anche se predilige frutta e verdura, grassi sani, buona idratazione. Chi ha bisogno di un piano alimentare deve rivolgersi a professionisti come dietologi, nutrizionisti, dietisti, e non a influencer online.

Dal punto di vista psicologico, l’ortoressia è una patologia a cavallo tra i disturbi ossessivo compulsivi e i disturbi alimentari. Assume una forma patologica quando interferisce con la vita quotidiana, rendendo l’alimentazione un’ossessione e rovinando progressivamente la socialità. Chi ne soffre:

  • dedica tanto tempo a controllare le etichette degli alimenti;
  • evita – in maniera quasi fobica – grassi e zuccheri;
  • non si concede cibi gratificanti come un dolce, una pizza, un gelato;
  • passa ore del suo tempo a pensare all’alimentazione;
  • evita di andare a cena fuori perché non può controllare come vengono preparati gli alimenti

Molto spesso l’ortoressia si associa ad altri disturbi alimentari come anoressia o bulimia.

Anche dal punto di vista organico, l’ortoressia può portare a carenze nutrizionali e danni alla salute.

Chi è più a rischio di sviluppare l’ortoressia?

I profili psicologici più a rischio sono quelli che tendono al disturbo ossessivo-compulsivo e al perfezionismo, con un’autodisciplina rigida e una tendenza all’ipercontrollo.

Tra le categorie da attenzionare, anche per via dell’esposizione ai social media e alla diet culture, ci sono bambini e adolescenti.

Il disturbo può riguardare trasversalmente tutti i generi. Infatti, la cultura della dieta finisce per dare un rinforzo positivo al comportamento patologico dell’ortoressia. Per questo chi ne soffre è spesso orgoglioso della propria capacità di autocontrollo e disciplina e ne fa un vanto. 

Si innesca un meccanismo opposto rispetto a quello che si ha nei casi di anoressia, bulimia, dipendenze, dove lo stigma sociale porta le persone a nascondere il problema.

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Questo articolo contiene informazioni generiche e non sostituisce il consulto di uno specialista

Foto di Daniel Dan outsideclick da Pixabay

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