Baby influencer, cosmoressia e adultizzazione precoce
Il fenomeno dei baby influencer, quello della cosmoressia ed infine quello dell’adultizzazione precoce dei bambini – e soprattutto delle bambine – sono legati tra loro da un mix di dinamiche psicologiche, sociali e di mercato.
Ma di cosa si tratta esattamente?
Baby influencer
Con il termine baby influencer si indicano minori protagonisti di profili social con molti follower, spesso gestiti dai genitori.
Possono essere, dunque, i protagonisti di video, gag, tutorial, promozioni di prodotti.
La questione pone diversi interrogativi, in primis dal punto di vista della privacy del bambino, e poi dal punto di vista degli effetti psicologici della sovraesposizione mediatica, del circuito di dipendenza/ricompensa innescato dai like, della gestione dei commenti e del giudizio altrui, del doversi inspiegabilmente collocare come “punto di riferimento” in una cerchia di adulti.
Il problema non riguarda solo i bimbi influencer, ma anche i loro follower, spesso minorenni, che si sentono messi davanti a un benchmark inarrivabile, che genera in loro la stessa forma di ansia e di FOMO che affrontano gli adulti guardando le vite patinate degli altri sui social.
Cosmoressia
Il termine cosmoressia indica un uso patologico e ossessivo della cosmesi e del trucco, sin dalla tenera età. Chi soffre di cosmoressia ha una fissazione patologica per il make-up e non esce di casa senza aver eseguito una beauty routine specifica.
Si lega alla questione dei baby influencer perché molto spesso le bambine influencer propongono tutorial di make-up e skincare, assieme alle loro mamme.
Il mercato gioca un ruolo chiave in questo, con l’avvento di intere linee di cosmetici dedicate ai bambini. Tuttavia, non è un gioco innocuo.
Una pressione di questo genere può innescare perfezionismo, paura del giudizio altrui, adultizzazione precoce, scarsa accettazione di sé, insicurezza e mancanza di autostima.
Nel tempo può creare un terreno fertile per lo sviluppo di altri disturbi come anoressia, bulimia, ortoressia che hanno la stessa matrice: da un lato una predisposizione del soggetto al perfezionismo, dall’altro una cultura sociale che esercita una pressione sull’aspetto fisico che una persona dovrebbe avere.
Adultizzazione precoce
Viene da sé che cosmoressia e baby influencer sono due facce di un problema più ampio: l’adultizzazione precoce dei bambini e soprattutto delle bambine.
Diventare influencer, truccarsi, rispettare determinati standard di bellezza ben prima della pubertà, raffrontarsi con il giudizio altrui, trasformare il gioco in fama (o guadagno): sono forme di pressione che la psiche di un bambino non può ancora reggere.
In una visione ancora più ampia, si instaurano dinamiche di questo tipo ogni volta che il genitore cessa di essere una figura di riferimento ma tratta il minore come un suo pari anche, ad esempio, coinvolgendolo nelle proprie storie personali o trattandolo da amico invece che da figlio.
I bambini sono vulnerabili e gli adulti di riferimento dovrebbero vegliare su di loro, riconoscendo il diritto al gioco, alla privacy, alla spensieratezza, fuori dagli standard di bellezza e di performatività imposti dalla società attuale.
Cosa possono fare i genitori oggi
Escludere i bambini dai social e dai trend del momento, oggi è quasi impossibile. Gli stimoli esterni sono troppi e ineludibili. Ma i genitori hanno il ruolo fondamentale di esercitare il controllo su questi stimoli, di assicurarsi a cosa siano esposti i propri bambini e di fungere da guida in un labirinto cognitivo difficile. Questo significa, talvolta, tornare a dire “no” e imporre limiti e regole.
Non tutti i genitori hanno sviluppato gli strumenti mentali, culturali e psicologici adeguati per far fronte a questa sfida, dal momento che la tecnologia corre molto più velocemente di quanto noi adulti riusciamo ad adattarci.
Il ruolo dei genitori però non passa solo da spiegazioni teoriche, ma anche dal buon esempio. I genitori possono fare tanto quando dimostrano ai figli che loro, in primis, non sono sempre iperconnessi.
Insegnare che è buono fare sport, stare all’aperto, fare esperienze concrete, fare un gioco per il solo gusto di giocare: sono esempi concreti e quotidiani, che riportano il bambino al centro della sua infanzia e della sua innocenza, dandogli tutto il tempo di gestire le tappe di sviluppo fisico e psicologico.
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Questo articolo contiene informazioni generiche e non sostituisce il consulto di uno specialista.
Foto di biancamentil da Pixabay










