Quando le parole diventano cura
A volte una parola arriva nel momento giusto.
A volte una storia ci permette di guardare la nostra vita con occhi nuovi.
A volte, semplicemente, siamo ancora in tempo.
Il 23 luglio 2022 nasceva Ancora in tempo. La forza e la fragilità delle parole, il mio primo libro.
Un libro nato dall’ascolto.
Dagli incontri con le persone che, nel mio percorso di psicologa, hanno avuto il coraggio di raccontarsi.
Storie di fragilità.
Di dolore.
Di paure.
E oggi, a distanza di tempo, mi ritrovo a pensare che la nostra vita è attraversata dalle stesse sofferenze: l’amore mancato, la solitudine, l’angoscia della morte, la paura dell’ignoto,il bisogno di sentirsi visti, ascoltati, riconosciuti.
Sono cambiate le nostre vite, è cambiato il mondo intorno a noi. Ma alcune fragilità sono immutate e, forse, oggi emergono e si palesano ancora di più: in una società iperconnessa dove si sbandierano gli inni della comunicazione, siamo e ci sentiamo sempre più soli,
E forse è proprio per questo che oggi, ancora più di ieri, abbiamo bisogno di ascolto, di relazioni autentiche e di luoghi in cui poter raccontare ciò che ci abita senza paura e senza l’ombra del giudizio.
“Ancora in tempo” raccoglie frammenti di vita vera, di dolore, ma anche di rinascita.
Storie di persone che, attraversando la propria fragilità, hanno trovato la forza di ricominciare.
Di chi ha trasformato una ferita in una risorsa.
Di chi ha avuto il coraggio di guardare ciò che faceva paura e di non fare della sofferenza l’unica casa.
Perché la rinascita non significa dimenticare il dolore, né cancellare ciò che è stato.
Significa poterlo attraversare e, con il tempo, trovare un modo nuovo di stare nella propria storia.
Ed è forse questo il filo che unisce tutte le storie che ho incontrato: la fragilità e la forza, la perdita e la possibilità, il dolore e la speranza, perché, anche quando ci sentiamo smarriti, può esserci ancora tempo per rinascere, perché raccontare non significa soltanto mettere in fila delle parole.
Significa dare un senso a ciò che abbiamo vissuto.
Significa poter rileggere la propria storia.
Significa, a volte, scoprire di avere dentro di sé risorse che non sapevamo di possedere.
È questo il potere della narrazione nel percorso psicologico: creare uno spazio in cui sentirsi ascoltati, accolti e liberi di esplorare ciò che spesso rimane senza voce.
Oggi, ripensando a quel 23 luglio, sento soprattutto gratitudine.
Per chi ha letto il mio libro.
Per chi mi ha scritto.
Per chi ha condiviso un’emozione.
Per chi, attraverso quelle pagine, ha riconosciuto qualcosa di sé.
Perché un libro diventa davvero vivo quando incontra qualcuno. ❤️
E se Ancora in tempo non è ancora arrivato tra le vostre mani, forse potrebbe essere proprio questo il momento.
Perché credo fermamente che siamo sempre in tempo per ascoltarci, per raccontarci, per cambiare sguardo sulla nostra storia, per iniziare una pagina nuova.
Ancora in tempo. La forza e la fragilità delle parole











