//Generazioni boomer, X, millenial, Z: il dialogo è possibile?

Generazioni boomer, X, millenial, Z: il dialogo è possibile?


Generazioni a confronto: nonno che parla con il nipote

Che cosa sono le generazioni? E sono veramente categorie suddivise in modo netto, con differenze insanabili? Il marketing moderno spinge all’estremo questa classificazione proveniente dal mondo anglosassone.

Le generazioni oggi viventi sono suddivise in:

  • generazione silenziosa (1925-1945)
  • baby boomer (1946 – 1964)
  • generazione X (1964 – 1979)
  • generazione Y o Millennials (1980 – 1996)
  • generazione Z (1997 – 2010)
  • generazione alpha (dal 2011 in poi).

Questa distinzione, rafforzata dai social, a volte sembra porre un muro invalicabile tra le persone nate in anni diversi. Ma questa incomunicabilità può essere abbattuta, con vantaggi reciproci per i più anziani e i più giovani.

Che cos’è una generazione?

I sociologi si interrogano da tempo sulla corretta definizione di “generazione”. Quella comunemente
accettata vuole che una generazione sia un gruppo di persone, accomunate da una certa fascia
d’età, con esperienze, cultura e valori comuni.

Oggi, con la globalizzazione, è più facile individuare esperienze e valori comuni in una generazione
rispetto a 100 anni fa, ad esempio.
D’altro canto, esistono anche differenze reali tra i mondi in cui sono cresciute le varie generazioni:

  • La silent generation ha vissuto la grande depressione e i conflitti mondiali ed ha affrontato con ottimismo e successo la ricostruzione;
  • I baby boomer, loro figli, sono cresciuti nel boom economico e hanno valori forti di affermazione di sé, impegno lavorativo, carriera;
  • La gen X ha vissuto in prima linea l’avvento del PC e di internet, gli anni di piombo (in Italia) e gli scandali sociali e istituzionali, diventando pragmatica e scettica;
  • I Millennials hanno familiarizzato fin da piccolissimi con il mondo digitale, ma hanno vissuto in un mondo in continua crisi, dalle Torri Gemelle alla crisi economica del 2008, dal terrosismo al Covid 19, dal ritorno della guerra in Europa al cambiamento climatico, sentendosi sfiduciati e impotenti;
  • Le generazioni più giovani, come la gen Z o la gen alpha, sono inoltre le prime generazioni ad essere nate e cresciute interamente nell’era di internet e dei social network. La gen Z sembra essere particolarmente attiva sul piano politico, con idee innovatrici e anti-tradizionaliste.

Nella storia, gli anziani hanno sempre criticato i più giovani

C’è, comunque, una costante nella storia nel rapporto tra generazioni: i più anziani hanno sempre
criticato i più giovani. Le testimonianze storiche di anziani che accusano i ragazzi di essere svogliati,
smidollati e irrispettosi delle persone più grandi sono tantissime e provengono da tutte le culture.

Poco importa se a pronunciare queste parole è un filosofo greco di 2500 anni fa, o un settantenne del mondo contemporaneo. Come è possibile questo?

Per alcuni ricercatori, la differenza sostanziale non starebbe tanto nei gruppi di persone che
appartengono alle diverse generazioni, ma negli individui e nelle loro esperienze di vita.

Indubbiamente, un uomo di 70 anni ha vissuto esperienze e maturato competenze diverse rispetto ad un ventenne e questo segna una distanza che, talvolta, sfocia nell’incomprensione reciproca.

Inoltre, secondo le ricerche, ad ogni fase della vita apparterrebbero valori e ambizioni diverse. Ai più
giovani la realizzazione professionale sarebbe interessata (in ogni generazione) meno che alle persone sui 40, ad esempio.

Perché il confronto tra generazioni è un bene auspicabile

Seppur esacerbate dal racconto social, le distanze tra le generazioni non sono incolmabili. Il dialogo fruttuoso è possibile, soprattutto tra individui aperti all’ascolto.

Alcuni inaspettati hobby della Gen Z, del resto, dimostrano che non esiste poi questa distanza con gli anziani: l’uncinetto, ad esempio, è diventato una tendenza. Un hobby che ci fa pensare alle nostre nonne, ma che oggi è praticato da tanti giovanissimi quasi come “terapia”, una sorta di mindfulness, in grado di unire il sapere e le esigenze di generazioni distanti. Complice di questo boom, senz’altro, è stato il lockdown. Ma i giovani vedono in questa attività anche una forma di produzione sostenibile di vestiti e accessori, e l’adesione a uno stile di vita lento.

In ogni ambito, comunque, lo scambio di competenze e valori tra generazioni diverse genera
ricchezza materiale e psicologica, per entrambe le parti coinvolte
. Si rafforzano i legami e si
condividono valori culturali condivisi, ma si aumenta anche la possibilità di adottare nuovi valori e stili di vita più sostenibili e adatti al mondo contemporaneo.

Le generazioni più anziane, relazionandosi con i più giovani, si aprono all’innovazione, mentre i giovani ricevono supporto e consigli. Ne viene fuori una rinnovata capacità di capire e affrontare il mondo, con maggiore apertura mentale, con più competenza, flessibilità e sicurezza.

Sono elementi necessari anche per il benessere psicologico degli individui, per raggiungere un
migliore equilibrio e rafforzare il senso di appartenenza alla propria cultura, che è intergenerazionale e viene inevitabilmente sempre tramandata da una generazione all’altra.

Un evento per parlare insieme di generazioni a confronto

Insieme alla collega dott.ssa Linda Giuditta Bari, psicologa, organizziamo un ciclo di incontri settimanali per parlare di relazioni, emozioni e benessere, ogni lunedì sera.

Gli incontri di dicembre avranno come tema centrale proprio “Generazioni a confronto”:

  • 15 dicembre 2025. Chi sono i giovani di ieri e oggi e quanto si conoscono?

Gli incontri si svolgeranno presso la Parafarmacia Stadium, in via Falcone e Borsellino, 16 a Forlì, dalle ore 19.00 alle ore 20.30.

Per avere più informazioni e prenotare il tuo posto al costo di 10€, contatta la Dott.ssa Linda Giuditta Bari al numero +39 349 4524989

Questo articolo contiene informazioni generiche e non sostituisce il consulto di una specialista.

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